RELAZIONE GDPR ED ENTI TERZO SETTORE

RELAZIONE GDPR ED ENTI TERZO SETTORE

Per agevolare le associazioni nel processo di adeguamento alle principali novità introdotte dal nuovo Regolamento ho redatto una relazione che illustra la normativa del GDPR e individua gli adempimenti di cui sono onerati gli ETS (Enti del Terzo Settore) – (aggiornata al 19 settembre 2018).

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Il tentativo fin troppo ambizioso di rendere chiare e immediatamente applicabili le norme del nuovo Regolamento UE 2016/679 “relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati” e di spiegarne l’effettiva portata in ambito di volontariato e non profit cela sicuramente dei rischi non indifferenti.

Tuttavia, con il presente contributo si intende dare un concreto aiuto all’intero mondo associativo nell’affrontare il percorso di adeguamento al GDPR.

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Il nuovo Regolamento UE del Parlamento e del Consiglio Europeo 2016/679 detto “General Data Protection Regulation” (in breve “GDPR”) segna un’accelerazione ed anzi un completo cambio di prospettiva nel campo della riservatezza e del trattamento dei dati personali.

Con la definitiva esplosione dei social network, delle piattaforme informatiche e dei motori di ricerca, le persone fisiche barattano la loro riservatezza in cambio di beni e servizi, rendendo disponibili ai propri amici, al pubblico, alle imprese e alle autorità pubbliche, su scala europea e mondiale, innumerevoli informazioni personali.

La libera circolazione dei dati favorisce gli scambi, le relazioni sociali, la conoscenza, il confronto, ma cela anche considerevoli rischi. E’ quindi essenziale che ogni persona debba essere posta in grado di avere il controllo su come i suoi dati, singoli o organizzati, vengano utilizzati, nell’ambito di un quadro europeo (e internazionale) di regole comuni.

Il GDPR non ha comportato l’abrogazione totale dell’attuale normativa italiana (“Codice in materia di protezione dei dati personali” di cui al D.Lgs. n. 196/2003) che è stata modificata con il decreto legislativo n. 101/2018.

Il legislatore italiano, in sede di emissione del detto Decreto ha provveduto ad integrare ed adeguare il vecchio Codice Privacy alla nuova normativa UE. Il decreto in questione, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 8 agosto 2018, è entrato in vigore il 19 settembre 2018.

Tra le  novità che interessano il presente contributo particolare rilievo assume il disposto dell’art. 2 sexies del decreto n. 101/2018 nel quale espressamente  sono citati tra le materie per le quali “si considera rilevante l’interesse pubblico relativo a trattamenti inerenti le “attività socio-assistenziali a tutela dei minori e soggetti bisognosi, non autosufficienti e incapaci” e i “rapporti tra gli enti pubblici e quelli del Terzo Settore”.

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